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Focus shift

Il focus stacking (o impilamento della messa a fuoco) consiste nello scattare piu foto dello stesso soggetto spostando ogni volta il piano di fuoco, per poi fonderle e ottenere un’immagine la cui profondita di campo supera quella ottenibile con un solo scatto. E la tecnica di riferimento in macrofotografia, ma risulta altrettanto utile in paesaggistica o still life per mantenere tutto nitido dal primo piano fino all’infinito.

Lo strumento Focus shift calcola per te il numero di foto da scattare e il passo di messa a fuoco da applicare tra uno scatto e l’altro, secondo due metodi.

Questa modalita corrisponde alla funzione focus shift integrata in alcuni corpi macchina (Nikon, Sony, Canon…), che sposta automaticamente la messa a fuoco di un passo fisso tra uno scatto e l’altro.

  • Focale e apertura: le impostazioni dell’obiettivo utilizzato.

  • Distanza: la distanza di messa a fuoco dal soggetto.

  • Larghezza del passo: il valore di spostamento impostato sul corpo macchina (da 1 a 10 a seconda della marca).

  • Calibrazione dell’obiettivo: lo spostamento reale, in mm, prodotto da un passo della fotocamera a una data distanza di riferimento. Questo valore dipende dall’obiettivo e va calibrato una volta sul campo.

L’app mostra:

  • Foto necessarie: il numero di scatti necessari per coprire la profondita del soggetto richiesta.

  • Rischio di salto: un indicatore che si attiva se il passo scelto e maggiore della profondita di campo effettiva, segno che tra due foto consecutive puo comparire una zona sfocata.

  • PdC effettiva e PdC totale: la profondita di campo per foto, prima e dopo l’applicazione della sovrapposizione di sicurezza (percentuale mantenuta tra due immagini).

  • Spostamento di messa a fuoco per foto e passo massimo consigliato, per regolare al meglio la larghezza del passo.

L’angolo del binario permette di correggere il calcolo quando il soggetto viene fotografato in obliquo (per esempio con una slitta macro inclinata): piu l’angolo e chiuso, minore e lo spostamento di messa a fuoco necessario per foto.

Questa modalita non dipende da alcuna funzione proprietaria del corpo macchina: calcola direttamente, a partire dalla distanza iperfocale dell’obiettivo, la sequenza dei piani di fuoco da fotografare per coprire tutta la profondita del soggetto, con la sovrapposizione di sicurezza desiderata.

  • Standard: adatta alla maggior parte dei soggetti (paesaggio, still life, ritratto ravvicinato).

  • Macro estrema: usa questa modalita quando il rapporto di riproduzione si avvicina o supera 1x. Il calcolo della profondita di campo cambia formula e tiene conto del rapporto pupillare dell’obiettivo, che influisce sull’apertura effettiva nei primi piani.

  • Primo piano di fuoco: il punto di fuoco del primo scatto della serie (per default, la distanza del soggetto).

L’app mostra il numero di foto ottiche necessarie e, in modalita macro, l’apertura effettiva realmente utilizzata. Compare un avviso di limite di diffrazione se l’apertura scelta compromette la nitidezza nonostante un ingrandimento elevato, segno che conviene aprire il diaframma e compensare con piu foto invece di un’apertura troppo chiusa.

La tabella Sequenza di fuoco mostra, per ogni foto della serie, il piano di fuoco da impostare e i limiti vicino e lontano della relativa zona di nitidezza.

  • Usa un treppiede stabile e uno scatto remoto (o l’autoscatto) per evitare qualsiasi movimento tra gli scatti.

  • Blocca il bilanciamento del bianco e l’esposizione in modalita manuale: devono restare identici per tutta la serie.

  • Un’illuminazione costante (luce diurna stabile, flash o luce continua) facilita enormemente la fusione delle immagini.

  • Fondi poi la serie con un programma di focus stacking (Helicon Focus, Zerene Stacker o il modulo dedicato di Photoshop).

  • In macro estrema, preferisci piu foto a un’apertura media (f/8-f/11) piuttosto che uno scatto singolo con un’apertura troppo chiusa penalizzata dalla diffrazione.